lunedì 9 dicembre 2019

Nuvola con vista 90°


Ora dovevo decidere se continuare per altri cinque anni a svolgere una terapia ormonale. Esposi subito la mia opinione. Visto e considerato che mi volevo considerare guarita a tutti gli effetti, domandai se fosse possibile sospendere la cura ormonale, naturalmente se questa non fosse stata indispensabile. Per provare a spiegarmi meglio, il medico cominciò ad inserire dati nel computer, e mi mostrò un grafico con delle statistiche basate su tutti i trattamenti a cui ero già sottoposta. Inutile dire che i dettagli tecnici non mi erano molto chiari. Guardavo spesso in direzione di mia figlia per avere conferma di quel che avevo capito, e sapere se anche lei pensasse, come me, che non c’era più bisogno di continuare con altro medicinale, visto che la situazione non sarebbe comunque mutata.

Nuvola con vista 90°. Era chiaro che la decisione finale non poteva prenderla mia figlia e nemmeno suggerirmela il dottore, però consideravo che poteva provare dirmi cosa lui avrebbe fatto se fosse stato dall'altra parte della scrivania, insomma, se fosse stato il paziente e non il dottore. Ma i fatti erano quelli, solo io potevo decidere, quindi prima dei saluti finali confermai il mio desiderio di non assumere più alcun tipo di terapia ormonale.

Eccoci arrivati alla parola fine di questo atto, perché la verità è che sono viva. E come direbbe Pablo Neruda, confesso che ho vissuto. Ho vissuto questi cinque anni aggrappandomi con tutte le mie forze alla vita, perché non avevo proprio tempo di morire. Avevo altro da fare, da vedere, da ricordare e da raccontare più in là, quando sarei diventata davvero anziana, perché come diceva la mia nonna Maria in dialetto milanese: “Per pagà e mori ghe semprutemp!” Uscii dallo studio in uno stato di euforia totale, contenta di non dover più assumere medicine e di dover fare solo un controllo annuale per il seno e uno ginecologico. Mi sentivo molto bene ed avevo voglia di festeggiare, ero con le mie due figlie e avrei voluto gridare al mondo intero la mia felicità per la mia guarigione: ero felice perché ero guarita, ero semplicemente felice di essere viva. Questa euforia, non so bene perché, è poi sfumata ogni giorno un po’ di più, lasciando il posto ad uno Nuvola con vista 91 stato di semi inquietudine ed ansia permanente. Una nuova pagina, l’inizio di una nuova vita tutta da scrivere, ma allora perché non riesco a gustarmi questa rinascita? Oggi mi frullano numerosi punti di domanda ed anche se dovrei essere tranquilla non ci riesco. Per ora ho messo le mie ansie qui, nel moi diario, e sicuramente averlo fatto mi aiuterà ad andare avanti, perché la scrittura mi ha sempre aiutata nei momenti più difficili.

Brano tratto dal libro "Nuvola con vista" di Roberta Cortese, Edizioni Sa Babbaiola.

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